ATTENZIONE !!! Se stai cercando informazioni sui lsui trattamenti corneali per la correzione dei difetti visivi vai alla sezione chirurgia refrattiva (LINK)

CXL:

Il CXL o cross-linking corneale è una procedura utilizzata per il trattamento del cheratocono, una malattia corneale degenerativa in cui la cornea si assottiglia e si curva assumendo una forma conica anziché mantenere la sua forma sferica normale. Questa deformazione provoca una visione distorta e offuscata.

Il cross-linking corneale mira a rafforzare il tessuto corneale indebolito nel cheratocono, al fine di rallentare o fermare la progressione della malattia. Durante la procedura, viene applicata una sostanza fotosensibile chiamata riboflavina (vitamina B2) sulla cornea. La riboflavina viene assorbita dal tessuto corneale e successivamente viene esposta ad una luce ultravioletta di intensità controllata. La luce ultravioletta attiva la riboflavina, generando reazioni chimiche che creano nuovi legami tra le fibre di collagene nella cornea.

Questi nuovi legami, noti come legami di cross-linking, aumentano la stabilità e la resistenza della cornea, prevenendo l’ulteriore deformazione e l’assottigliamento e rallentando la progressione del cheratocono. Il processo di cross-linking può anche aiutare a indurire il tessuto corneale e ridurre la curvatura anormale della cornea.

Il cross-linking corneale è un trattamento quasi sempre ambulatoriale, che richiede un’ora circa. Gli ultimi protocolli di trattamento sono riusciti a ridurre notevolmente il tempo di trattamento, che in alcuni casi può durare anche solo 10 minuti (Cross-linking accellerato). Questa riduzione dei tempi rende il trattamento molto meglio tollerato per il paziente.

Può essere eseguito in combinazione con altre procedure, come l’impianto di anelli corneali, per migliorare i risultati nel trattamento del cheratocono o come procedura di rinforzo durante la correzione laser dei difetti visivi (trattamento XTRA o PLUS).

È importante notare che il cross-linking corneale è più efficace nelle prime fasi del cheratocono, quando la malattia è ancora in una fase iniziale o moderata. La procedura può contribuire a stabilizzare la cornea, prevenendo o ritardando la necessità di interventi chirurgici più invasivi come il trapianto di cornea.

Come per qualsiasi intervento, il cross-linking corneale può comportare alcuni rischi e complicanze, come dolore o disagio temporaneo, sensibilità alla luce, secchezza oculare e temporanea peggioramento della vista. Tuttavia, i benefici nel trattamento del cheratocono possono superare i rischi in molte situazioni.

ICR (ANELLI INTRASTROMALI):

Gli anelli intrastromali, noti anche come anelli corneali, sono segmenti di plastica trasparente che vengono impiantati nella cornea per correggere la deformazione e l’irregolarità corneale associata al cheratocono. Questi anelli corneali possono migliorare la forma della cornea e ridurre la curvatura conica, migliorando così la qualità della visione.

Durante l’intervento di impianto di anelli corneali vengono somministrati dei colliri anestetici per intorpidire l’occhio. Un laser femtosecondi crea una microincisione all’interno della cornea, più precisamente nello strato centrale chiamato stroma, attraverso la quale verranno inseriti gli anelli intrastromali. Gli anelli corneali vengono posizionati in modo strategico per ridurre la curvatura corneale irregolare e migliorare la regolarità della superficie corneale.

Il processo di impianto degli anelli corneali può richiedere circa 10-15 minuti per occhio. Dopo l’intervento, verranno effettuati diversi controlli per valutare la guarigione, l’adattamento degli anelli corneali e l’effetto sulla visione. È possibile che siano necessarie ulteriori regolazioni o modifiche degli anelli corneali per ottenere i migliori risultati visivi.

Gli anelli intrastromali sono progettati per essere rimovibili e possono essere rimossi o sostituiti in seguito, se necessario.

L’impianto di anelli corneali può essere indicato in determinati casi di cheratocono, ma non è indicato per tutti i pazienti. È necessario sottoporsi a una valutazione approfondita preoperatoria per determinare se gli anelli corneali possono offrire benefici significativi nel trattamento di ogni caso specifico di cheratocono.

TRAPIANTO DI CORNEA:

Il trapianto di cornea, noto anche come cheratoplastica, è una procedura chirurgica in cui una porzione della cornea malata o danneggiata viene rimossa e sostituita con una cornea sana proveniente da un donatore.

Il trapianto di cornea viene eseguito per ripristinare la visione e migliorare la funzionalità dell’occhio nei casi in cui la cornea sia gravemente danneggiata da malattie, infezioni, cicatrici corneali, distrofie corneali ereditarie, degenerazionI corneale o lesioni traumatiche.

Esistono diversi tipi di trapianto di cornea che possono essere eseguiti in base alle specifiche esigenze del paziente e alla gravità del danno corneale.

Ecco alcuni dei tipi più comuni di trapianto di cornea:

Trapianto di cornea penetrante: È il tipo più comune di trapianto di cornea. In questa procedura, viene sostituita l’intera spessore della cornea, compresi lo strato esterno (epitelio) e lo strato interno (endotelio). Viene eseguita quando l’intera cornea è gravemente danneggiata o malata.

Trapianto di lamella anteriore: Questo tipo di trapianto coinvolge la sostituzione solo degli strati anteriori della cornea, lasciando intatto lo strato endoteliale. Viene utilizzato quando la malattia o il danno corneale si limita alla parte anteriore della cornea, come in alcune distrofie corneali, o negli stadi più avanzati del cheratocono.

Trapianto di lamella posteriore: In questa procedura, viene sostituito solo lo strato endoteliale della cornea, mantenendo gli strati anteriori intatti. È indicato principalmente per la distrofia endoteliale di Fuchs o per il trattamento di un endotelio corneale danneggiato.

PTERIGIO + AUTOTRAPIANTO DI CONGIUNTIVA:

Lo pterigio è una condizione in cui si forma un tessuto fibrovascolare in eccesso sulla congiuntiva, la membrana sottile che riveste la superficie dell’occhio. Questo tessuto tende progressivamente ad estendersi verso la cornea influenzando negativamente la vista o causando sintomi come bruciore, rossore o sensazione di corpo estraneo .

Inizialmente, il trattamento dello pterigio potrebbe prevedere l’uso di colliri o unguenti oftalmici per alleviare i sintomi come irritazione, arrossamento o secchezza oculare. Tuttavia, se lo pterigio continua a crescere, causando disturbi visivi o sintomi gravi, il trattamento chirurgico può essere considerato.

La chirurgia per lo pterigio prevede la rimozione del tessuto fibrovascolare in eccesso dalla superficie dell’occhio. In alcuni casi, potrebbe essere necessario anche rimuovere una parte della congiuntiva circostante per prevenire la ricrescita del tessuto anormale. Solitamente si associa all’intervento anche l’autotrapianto di una porzione di congiuntiva sana al posto dello pterigio per ridurre la possibile ricrescita dello stesso.

Durante l’intervento chirurgico per lo pterigio, di solito non si effettuano modifiche dirette alla cornea stessa, a meno che non sia coinvolta o influenzata dallo sviluppo dello pterigio. L’obiettivo principale della chirurgia è rimuovere il tessuto anormale e ripristinare la superficie oculare liscia e sana. Potrebbe essere necessario in un secondo momento un trattamento laser corneale per rimodellare i tessuti ed eliminare eventuali cicatrici o difetti  visivi residui.

Dopo l’intervento chirurgico sarà necessario seguire alcune raccomandazioni post-operatorie, come l’uso di colliri antibiotici o corticosteroidi per promuovere la guarigione e ridurre l’infiammazione.

Sebbene la chirurgia per lo pterigio possa correggere la condizione e alleviare i sintomi associati, in alcuni casi potrebbe verificarsi una ricorrenza dello pterigio dopo l’intervento.

Il Dott. Luigi Varano effettua PERSONALMENTE tutti gli interventi di chirurgia corneale sopra descritti. In base alle esigenze dei tuoi occhi saprà consigliarti la tecnica chirurgica più adatta per te. Per maggiori informazioni CONTATTACI