L’ipermetropia è l’opposto della miopia. Si tratta di un’ametropia nella quale i raggi luminosi, in assenza di accomodazione, che provengono da distanza infinita vengono messi a fuoco dietro la retina data la ridotta lunghezza del bulbo.

Affinché i raggi luminosi possano essere messi a fuoco direttamente sulla retina è necessario aumentare il potere diottrico oculare; tale aumento può avvenire in modo naturale attraverso l’attività accomodativa o in modo artificiale attraverso l’anteposizione di una lente sferica positiva che permette la vergenza dei raggi luminosi.

Considerando la quota accomodativa si distingue una forma latente che è compensata dal tono accomodativo basale ed è evidente solo dopo un esame refrattivo eseguito in cicloplegia, forma facoltativa che è un’ipermetropia compensata dallo sforzo accomodativo, forma assoluta che è correggibile con l’ausilio di una lente sferica positiva e una forma manifesta data dalla somma della componente facoltativa e assoluta.

In base alla gravità è possibile differenziare un’ipermetropia lieve fino a 2 diottrie, media fino a 4 diottrie ed elevata quando è superiore a 4 diottrie.

Nei primi 6-7 anni di vita un bambino può presentare un’ipermetropia che tende ad aumentare nel tempo; tuttavia, a partire dall’età di 8 anni può iniziare a manifestarsi una riduzione della stessa e spesso, come accade nelle ipermetropie lievi, può addirittura evolvere in una miopia, dovuta essenzialmente al fatto che durante la crescita sistemica il bambino tende a crescere, e quindi ad aumentare anche la lunghezza del bulbo.

La correzione ottica dell’ipermetropia  deve essere indirizzata ad eliminare i disturbi prodotti dalla stessa, perciò, quando l’accomodazione riesce a compensare perfettamente l’ametropia e senza che insorgano disturbi soggettivi  non è necessario prescrivere alcuna correzione.

Tuttavia, un’ipermetropia non corretta e non compensata dall’attività accomodativa tende a produrre disturbi quali : cefalea, facile stancabilità nelle attività da vicino, diminuzione del visus dapprima per vicino e successivamente per lontano, in questi casi è necessario correggere parzialmente il difetto prescrivendo lenti di potere leggermente inferiore ma che permettano il raggiungimento di un visus di 10/10.

La presenza di anomalie muscolari quali esoforie o esotropie richiede un approccio correttivo differente.